21 febbraio 2013

Urali: tentato un genocidio mondiale


Sei diverse localita' degli Urali, nei pressi di Chelyabinsk, hanno subito una pioggia di detriti per una meteora che e' esplosa in aria con una potenza 30 volte maggiore del bombardamento di Hiroshima nel 1945:
http://terrarealtime.blogspot.it/2013/02/nasa-meteorite-russo-30-volte-piu.html
Passato lo sbigottimento iniziale si puo' cominciare a tirare le somme circa diversi interrogativi e misteri.



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Se la meteora si fosse schiantata al suolo avrebbe scaricato un'enorme energia distruttiva nel terreno, uccidendo tante persone. Nella zona e' presente una base per ricerche nucleari della Guerra Fredda (Chelyabinsk-70):
http://www.globalsecurity.org/wmd/world/russia/chelyabinsk-70_nuc.htm


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E' pero' il mondo ecologista ad indicare che livello di danno sarebbe potuto prodursi con un suo comunicato:
http://www.corriere.it/esteri/13_febbraio_15/meteorite-urali_d12c878a-7749-11e2-a4c3-479aedd6327d.shtml
Greenpeace Russia accusa il governo di Mosca di aver sottostimato i rischi dell'esplosione del meteorite, che è avvenuta vicino al complesso nucleare di Mayak. La zona in cui si è verificata l'esplosione è a 100 km dal sito di stoccaggio e smaltimento in cui si trovano decine di tonnellate di plutonio trattato per la produzione di armi. Nella regione di Chelyabinsk si trova anche l'impianto per lo smaltimento di armi chimiche di Shchuchye, che contiene circa 6 mila tonnellate di agenti nervini tra cui sarin e VX.


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Se il corpo celeste avesse potuto spostarsi di ulteriori chilometri ed impattare al suolo e' probabile che si sarebbe verificata una contaminazione ambientale grave, forse di portata mondiale. Per fortuna il bolide e' esploso in aria, oppure e' stato fatto esplodere con un attacco dei militari:
http://terrarealtime.blogspot.it/2013/02/il-meteorite-e-stato-polverizzato-da.html
Nessuno conosce il vero livello di capacita' tecnologica russa nel campo delle armi stratosferiche, oppure nell'intercettazione ed inseguimento di bersagli che entrino nell'atmosfera, e nessuno puo' biasimare il governo russo se avesse eventualmente preferito distruggere la meteora con un missile nucleare piuttosto che rischiare lo scoperchiamento di un deposito con 6.000 tonnellate di gas nervino (che sarebbe ricaduto nei vari continenti)...


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Le illazioni si sprecano ed e' molto strano che, nella vastita del globo terrestre, una meteora gigantesca vada a cadere proprio dove puo' provocare il massimo danno possibile. A Mosca i politici potrebbero avere dei sospetti strani e c'e' perfino un politico ultranazionalista che accusa gli americani di essere i mandanti di un attacco che, se riuscito, avrebbe provocato danni e morte anche negli stessi Usa ed attirato una rappresaglia nucleare russa. Le varie ipotesi che circolano non tengono in alcun conto che ne' Usa ne' Cina ne' altri avrebbero dovuto rallegrarsi di una devastante pioggia di gas nervino globale. Ovviamente, se una mente diabolica viene immaginata stare dietro la "strana coincidenza" del meteorite in grado di provocare una contaminazione mondiale (che sembra diretto proprio nel punto giusto) non potevano mancare le congetture che tirano in ballo gli extraterrestri.


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Pare infatti che gli ufo stessero osservando la zona della caduta meteorica gia' giorni prima dell'evento:
http://olivieromannucci.blogspot.it/2013/02/meteoriti-su-chelyabinsk-e-avvistamenti.html
e che dopo il disastro stia ancora volando qualcosa di strano:
http://olivieromannucci.blogspot.it/2013/02/ci-risiamo-chelyabinsk-avvistato-ancora.html
Potrebbe trattarsi di droni spia? Il disastro di Chelyabinsk e' stato organizzato dal governo russo per favorire la vendita della sua tecnologia spaziale al mondo attraverso la costruzione di uno scudo mondiale anti-meteoriti, ed il finto bolide conteneva una piccola superbomba che gli avrebbe evitato di distruggere i depositi sotterranei? Gli alieni volevano far vedere al governo russo che possono metterli in ginocchio se proseguono nel cercare di rivelare al mondo l'esistenza degli ufo, oppure nel cercare di collocare sistemi nucleare di intercettazione in orbita? Queste illazioni ci faranno compagnia per i mesi a venire. Certo, se avessero qualcosa di vero, vedremmo presto un enorme sforzo per decentrare depositi tossici nei vari paesi, cosi' da vanificare o diminuire i danni provocati da eventuali "meteore casualmente devastanti", ma rimangono le metropoli e le centrali nucleari come potenziali bersagli. Cosa sta' veramente accadendo? Quali alleati possono dare una mano in una eventuale sfida cosi' immane?

Titanium - ReteDream Anti-Evil-Control

Fonte

11 febbraio 2013

Dispositivi Free Energy a magneti permanenti

Coral_Castle_Free_Energy

Nell’era del petrolio e del ritorno al nucleare, continuano ad essere completamente ignorati i dispositivi Free Energy, destinati a rimanere prototipi sperimentali non essendo opportunamente valutati dall’industria energetica. Tra questi verranno in particolar modo esaminati i meccanismi a magneti permanenti, basati su fenomeni fisici ben conosciuti senza tuttavia trovare ancora un’applicazione pratica. I dispositivi Free Energy a magneti permanenti rappresentano una prova sufficiente del continuo tentativo di occultamento della verità scientifica, attraverso la disinformazione che cerca di creare miti per renderli sempre più inapplicabili e non replicabili su larga scala. Uno dei casi in esame è quello del Coral Castle costruito secondo la leggenda nell’arco di una notte, da Edward Leedskalnin. La storia narra che conoscesse la tecnologia per annullare la gravità, tecnologia che necessita comunque di quantità elevate di energia. In ogni caso, per produrre l’energia necessaria alla realizzazione tale meccanismo facesse uso della free energy, difatti in loco sono presenti dispositivi con magneti permanenti, le cui caratteristiche sono riscontrabili in numerosi brevetti.
Howard Johnson Magnet Motor

Questi dispositivi sono stati additati da alcuni, come falsi della free energy, perché si spenderebbe dell’energia aggiuntiva per magnetizzare gli elementi; in realtà la spesa energetica e minima e confrontata con quella prodotta è decisamente irrilevante. Un dispositivo di circa 3 Kw (potenza ad uso abitativo), in funzionamento continuo produrrebbe più di 25.000 Kwh annui, e nel peggiore dei casi , cioè con elementi che si smagnetizzano nell’arco di 4 anni (sono disponibili magneti industriali con tempi di smagnetizzazione di secoli), si arriverebbe a circa 100.000 Kwh prodotti in ciclo continuo. Con una parte dell’energia prodotta sarebbe inoltre possibile ri-magnetizzare creando quindi delle condizioni di indipendenza energetica illimitata (non tenendo comunque conto dell’usura delle parti in movimento).
I brevetti sono numerosi, e quelli di più facile realizzazione, hanno una caratteristica in comune, cioè quella di mettere in movimento una girante, che metta in rotazione a sua volta un generatore elettrico come una dinamo; esempi in tal senso sono quelli di Kohei Minato e di Howard Johnson. Tali dispositivi sono costituiti da una parte statica, detta appunto statore, e una dinamica in moto relativa ad essa detta rotore, costituenti la girante. Nella quasi totalità dei brevetti entrambe le parti adottano i magneti, ciò vuol che per bloccare il movimento dovremo adottare un meccanismo che separi le parti e che interrompa quindi l’iterazione, inoltre fissate le caratteristiche fisiche e geometriche, utilizzeremo una dinamo specifica (che sviluppi cioè la giusta potenza ad uno specifico numero di giri) per evitare un numero di giri eccessivo o insufficiente.


La soluzione ci viene data da John Bedini, allo statore, vengono sostituiti delle bobine al posto dei magneti e la disposizione diventa ortogonale, cioè la disposizione magneti_statore-magneti_girante, e più precisamente bobine-magneti_girante, assume una configurazione a “T”. Non c’è più un allineamento tra gli assi vettori dei magneti, sfruttando cioè il principio base “poli opposti si attraggono, poli uguali si respingono”, ma i due elementi si allontanano l’uno dall’altro in direzione perpendicolare al piano di appartenenza dei due vettori campo magnetico (per similitudine basti pensare all’effetto giroscopico, in cui due rotazioni ne generano una terza perpendicolare ad entrambe). Inoltre interrompendo l’energia verso le bobine si può bloccare il dispositivo, e più in generale regolarlo, variando il flusso di corrente verso di esse con un potenziometro.


 
Per completare il tutto gli elementi in sequenza sono i seguenti collegati in serie:
- dispositivo Free Energy (anche se in realtà l’unico elemento free energy è esclusivamente il magnete), che muta l’energia del campo magnetico in energia meccanica;
- dinamo, che muta l’energia meccanica in energia elettrica in continua;
- batteria commerciale per automezzi, che assorbe i picchi con la capacità di accumulo, e fa si che la corrente elettrica assuma in uscita una tensione esatta di 12 Volt;
- inverter che prende in ingresso una corrente elettrica a 12 Volt in continua, e la converte a 220 Volt alternata a 50 Hz, rendendola quindi utilizzabile da apparecchi di uso comune.
L’alimentazione delle bobine può partire da due componenti:
- dalla dinamo : ciò implica una rotazione iniziale al dispositivo fatta manualmente per permettere di raggiungere il numero minimo di giri per l’auto-sostentamento. In alternativa un motore elettrico per l’avviamento collegato alla batteria. Tale alimentazione permette di massimizzare il numero di giri del dispositivo free energy e quindi la potenza massima per specifico gruppo di magneti;
- dalla Batteria: ciò implica una potenza di alimentazione delle bobine prefissata, e quindi non massimizzabile, e una capacità di regolazione limitata del numero dei giri nel caso si adotti un potenziometro; di contro nessun utilizzo di un motore per l’avviamento , ne tanto meno l’avvio manuale.
 
Considerando lo schema nella sua totalità è facile notare che è lo stesso che accomuna un impianto ad energia solare tranne che per il pannello sostituito dal dispositivo Free energy, oppure ad un gruppo elettrogeno (che chiaramente produce direttamente in alternata tramite un alternatore monofase), che ha il dispositivo al posto del motore termico.
Gruppi elettrogeni che utilizzano dispositivi free energy
 

 
Nel primo caso potremo utilizzare il dispositivo a bobine, nel secondo quello esclusivamente a magneti permanenti, sia perché le bobine vanno alimentate in continua, e sia perché l’alternatore necessita di un numero di giri prefissato per ottenere in uscita una corrente elettrica con caratteristiche specifiche. Le combinazioni per completare il sistema possono essere innumerevoli sia come componenti elettriche ed elettroniche, che numero di parti per ogni elemento. Si potrebbero utilizzare per esempio più giranti per avere elevata potenza a basso numero di giri, oppure alimentare due o più gruppi batteria-inverter con la stessa dinamo se l’energia prodotta è eccessiva, alimentando cioè più vie con lo stesso dispositivo.
Qualunque sia la soluzione, è evidente che anche piccoli produttori di gruppi elettrogeni con semplici modifiche, possono produrre dispositivi free energy, magari per uso domestico annullando la spesa delle bollette con un semplice investimento. Se gli stessi produttori li adottassero per la catena produttiva e successivamente, i fornitori che producono le componenti di queste ditte, si innescherebbe una reazione a catena che porterebbe all’abbattimento dei prezzi degli stessi e poi di qualsiasi prodotto; dei piccoli produttori potrebbero mutare nel giro di pochi anni l’intero sistema economico mondiale, con effetti anche se minimi immediati.

Per concludere è giusto chiarire, la chiave del funzionamento della generazione del campo magnetico. Esso è generato dall’etere e lo trasporta a sua volta, ma la quantità in gioco è superiore a quella utilizzata, è in tale ottica che è possibile comprendere la quantità di energia utilizzabile; ciò è stato dimostrato attraverso il dispositivo Bedini-Cole in cui il processo viene spinto al massimo, tale da poter utilizzare esclusivamente delle bobine senza alcun magnete permanente, e il cui funzionamento si protrae ormai da anni senza sosta.

Ing. Domenico Chirico

Fonte

5 febbraio 2013

Messico: la strega di luce appare ancora



I messicani la chiamano “bruja”, la strega. Spesso viene associata a misteriose presenze (anche UFH Umanodi Volanti)  oppure ai misteriosi fuochi che spesso vengono avvistati in alcune località del Messico.



Oliviero Mannucci


 

4 febbraio 2013

Ospedale bolognese sperimenta la “meditazione tibetana”per curare i tumori

di Peppe Caridi

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L’Ausl di Bologna ha deciso di consentire, prima azienda sanitaria a livello internazionale, la sperimentazione di una terapia tibetana ai suoi pazienti oncologici. Si chiama ‘Pratica meditativa Tong Len’, partira’ a febbraio e sara’ condotta dall’equipe di Gioacchino Pagliaro, 58 anni, direttore del reparto di Psicologia clinica dell’ospedale Bellaria, che si occupa di meditazione da oltre vent’anni. Nei prossimi giorni – anticipa l’edizione bolognese di ‘Repubblica’ – saranno scelti 80 pazienti, che continueranno nel frattempo il normale processo di cure: 40 saranno sottoposti alla terapia, l’altra meta’ no, in modo da valutare le differenze. Pagliaro e i 15 professori sanitari che costituiscono la sua equipe non conosceranno i nomi di chi fara’ il test: avranno solo una scheda con le iniziali del paziente, il tipo di patologia e determinati valori del sangue.
Lo studio, a costo zero, durera’ diversi mesi e, a distanza di tre e cinque anni, lo staff di medici analizzera’ i pazienti per capire se ci sono stati cambiamenti, se sono variati alcuni valori del sangue come il livello dei globuli bianchi oppure se ci sono miglioramenti negli stati d’ansia e di tensione. Una misurazione, questa, che avverra’ prima, dopo e durante il test. Il ‘Tong Len’ (‘Prendere e dare’) e’ un’antica pratica buddista che prevede, come attivita’ centrale, la meditazione. Il comitato etico dell’Ausl ha approvato la sperimentazione e il direttore sanitario Massimo Annichiarico ha firmato la delibera che autorizza il progetto. Ad oggi non c’e’ letteratura scientifica che possa dimostrare il reale beneficio della terapia.

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/01/ospedale-bolognese-sperimenta-la-meditazione-tibetana-per-curare-i-tumori/176010/

Tratto da:http://www.altrogiornale.org/news.php

Princeton University: la Coscienza Globale esiste davvero


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La notizia del giorno non è tanto il fatto che gli esseri umani siano parte di una coscienza globale più vasta che li comprende e li interconnette. «Già si sapeva…» dirà qualcuno, in barba al detto “repetita iuvant”. Negli ambienti dei ricercatori spirituali il fatto è ormai assodato, ammesso pure dalle tanto inflazionate pillole di fisica quantistica a buon mercato.

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Logo della Princeton University

La notizia del giorno è invece il fatto che ad affermarlo sia la prestigiosa Università di Princeton, mettendo in ballo la sua fama e la sua storia di “academically correct” in uno studio che dagli altri ricercatori è stato definito eufemisticamente «una perdita di tempo» ma che, se correttamente interpretato, porrebbe una pietra miliare su una verità scientifica ormai acquisita per altre vie. L’esito non viene da un piccolo esperimento di laboratorio fatto da qualche stagista assistito, ma da ben 14 anni (!) di monitoraggio dati forniti da elaboratori informatici disseminati su tutto il globo rispetto all’impatto di eventi collettivi che hanno emozionato, coinvolto e/o sconvolto l’umanità, a vari gradi.
Lo studio, denominato Global Consciousness Project (cioè “Progetto Coscienza Globale”, abbr. GCP), va avanti ininterrottamente dal 1998: i dati definitivi, rilasciati proprio nel gennaio 2013, dimostrano in maniera incontrovertibile che gli esseri umani siano più interconnessi di quanto non credano e che il loro sentire collettivo riesca a deviare perfino le risposte dei computer. Come? Questo rimane ancora da stabilire. Ma andiamo con ordine.

Come funziona il Global Consciousness Project?

14 anni fa, i creatori del GCP piazzarono in tutto il mondo generatori di numeri casuali, che ribattezzarono“eggs”, cioè “uova”. Ad oggi, ci sono 134 uova sparse fra Europa, Stati Uniti, Canada, India, Isole Fiji, Nuova Zelanda, Giappone, Cina, Russia, Brasile, Africa, Thailandia, Sud America ed Australia. Qui sotto c’è la mappa completa delle geolocalizzazioni: un click sopra l’immagine e sarete reindirizzati alla tabella che elenca i dettagli (periodo di operatività, coordinate geografiche e addetto al monitoraggio) di ciascun dispositivo.

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La funzione di queste uova è quella di generare costantemente i numeri “0″ e “1″ a caso. Oltre a ciò, i dispositivi sono anche in grado di formulare anticipatamente previsioni sui numeri casuali che stanno per generare. Secondo i principi della “Expected Randomness” (ovvero, della “Casualità Prevista”) essi misurano la frequenza delle coincidenze fra i numeri casuali estratti e le ipotesi preformulate ad essi relative: in pratica, tirano ad indovinare («Uscirà “0″ oppure “1″?»), estraggono un numero (che può essere “0″ o “1″) e contano le volte che ci azzeccano.
Immaginate che ogni uovo funzioni come il lancio della monetina: se azzecchiamo il pronostico abbiamo indovinato, altrimenti abbiamo sbagliato. Le uova compiono questa triplice operazione di “pronostico → estrazione → verifica” 100 volte al secondo. Dopo un numero sufficiente alto di tentativi, in genere i risultatisi normalizzano intorno alla probabilità del 50/50, cosa assolutamente naturale e contemplata dalla statistica: testa e croce hanno infatti la stessa probabilità di uscire, proprio come “0″ e “1″.
Tuttavia, questo NON è ciò che è accaduto quando le uova erano monitorate contemporaneamente al verificarsi di un qualche evento significativo per la coscienza dell’umanità.

Cosa è successo di anomalo?

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Infatti, in concomitanza con tali eventi globali, i dispositivi iniziavano ad azzeccare un numero enorme di risultati, deviando molto dal range di attendibilità statistica. Per esempio, i ricercatori iniziarono a notare enormi picchi di risultati azzeccati qualche ora prima (prima, non solo durante…) che il primo aeroplano colpisse le Torri Gemelle l’11 settembre 2001 (vedi lo screenshot qui a sinistra). Questi picchi continuarono a verificarsi in prossimità di disastri aerei, eruzioni vulcaniche, tsunami ed eventi come la cerimonia di apertura delle Olimpiadi.
Una volta appurato che il modello rispondeva ad eventi importanti, si è cominciato a monitorare le uova con maggiore attenzione in periodi vicini ad eventi di portata mondiale, quali festeggiamenti o tragedie. Ad esempio, vediamo come interpretare il grafico registrato in concomitanza con lo tsunami che ha colpito il Giappone l’11 marzo 2011:
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La linea curva in blu demarca il valore p=0,05 che, in un test di verifica d’ipotesi, indica il livello di soglia oltre cui un risultato si discosta da quello normalmente atteso. Il valore-p viene anche chiamato livello di significatività osservato: l’evento è considerato statisticamente non-significante, cioè irrilevante, se il valore-p è superiore a 0,05 (previsioni azzeccate e sbagliate circa in egual numero, come da copione); se il valore-p è inferiore a 0,05 l’evento è assolutamente inatteso e rilevante: in questo caso, le previsioni sui numeri estratti tendono ad essere quasi tutte azzeccate, in maniera del tutto divergente dalla logica probabilistica.
Nel grafico si vede bene come la linea spezzata in rosso, indicante i risultati calcolati integrando i dati forniti da 66 uova disseminate nel mondo, sia chiaramente al di sotto del livello di riferimento in blu (p=0,05). In aggiunta, considerando i soli dati forniti dall’uovo E1101 ubicato a Meiji in Giappone (direttamente sul luogo del disastro), si nota il discostamento decisamente più evidente marcato in verde: ciò suggerisce che l’effetto sia percepito più intensamente quanto più si è prossimi al punto geografico in cui un determinato evento ha avuto luogo.
Provate ad ingrandire e controllare qui sotto i grafici di tre recenti eventi di diversa natura che abbiamo selezionato fra quelli monitorati: sono, da sinistra a destra, la morte di Michael Jackson (25/06/2009), lagrande meditazione mondiale del 2011 (11/11/2011) e la rielezione di Obama (06/11/2012). Se volete approfondire oltre, cliccate qui per vedere l’elenco di tutti i 426 eventi seguiti dal GCP dal 1998 al 2012.
  Nchart-250609
Morte di Michael Jackson
25 giugno 2009
  Nchart-111111
Grande meditazione globale
11 novembre 2011
  Nchart-081112
Rielezione di Obama
6 novembre 2012

La parola al responsabile del progetto

RogerNelson
Dr. Roger Nelson
Il Dr. Roger Nelson, a capo del GCP, ha mantenuto il progetto attivo per quasi 15 anni e continua ancora oggi a ricevere dati sorprendenti. In effetti, i risultati che ha appena divulgato, sono così tanto al di fuori del calcolo delle probabilità da risultare realmente sconvolgenti: infatti, non solo in tutti i 426 eventi analizzati nell’intero progetto le corrispondenze registrate sono state maggiori del 50% (cioè tutti gli eventi si sono statisticamente qualificati come  “significativi”, con p<0,05, cfr. con la linea blu nel grafico qui sotto), ma circa la metà dei casi ha avuto un valore pancora inferiore (p<0,001, qualificandosi come “molto significativa”, cfr. con la lineaverde) e l’altra metà di casi si è qualificata come “estremamente significativa”, conp addirittura inferiore a 0,000001 (cioè 10-6, cfr. con la linea celeste).
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Considerati questi risultati straordinari, i ricercatori comprendono bene che lo studio ha implicazioni che entrano nel campo della metafisica e della religione, ambiti questi che esulano dalla loro stretta competenza. Una corretta interpretazione del fenomeno richiederà tempo, collaborazioni e confronti professionali trasversali. Così per ora gli scienziati non intendono sbilanciarsi: i dati sono inoppugnabili, ma l’interpretazione accademica è ancora tutta da costruire. Riluttanti ai facili entusiasmi, li considerano ufficialmente “degni di considerazione” ma per chi ha occhi per vedere, sono in realtà semplicemente stupefacenti, da farci sobbalzare sulla sedia: la Princeton University ha dimostrato scientificamente che la Coscienza Globale esiste davvero, non è soltanto fuffa new-age e che la Noosfera – cioè la mente umana collettiva – influenza in qualche modo anche gli elaboratori informatici.
Il GCP potrebbe aiutarci a spiegare fenomeni come il déja-vu? O episodi simili a quando avete la sensazione che un amico stia per chiamarvi ed in quel momento il telefono squilla? O quel presentimento che, tornando a casa, vi fa seguire un percorso alternativo, per poi apprendere dal notiziario che sulla vostra solita rotta vi sareste trovati in un ingorgo? Allargando gli orizzonti, questi dati potrebbero essere usati eventualmente per prevedere enormi eventi a livello mondiale?
Per Roger Nelson e il GCP sembrerebbe di sì e nell’ultimo supplemento del Rhine Institute of Parapsychology (il “Journal of Parapsychology” del dicembre 2012 – pag. 36, n.d.t.) ha dichiarato:
“Ho deciso di chiedere se ci potrebbe essere qualche segnale dell’esistenza di una noosfera, una versione globale della coscienza di gruppo che avevamo già visto con gli strumenti messi a punto per lo studio delle interazioni mente-macchina. Insieme ad alcuni colleghi e volontari, ho creato il GCP per cercare tali prove. Abbiamo costruito uno strumento con degli RNG (“Random Number Generator”, cioè “Generatori di Numeri casualI”, n.d.t.) piazzati in tutto il mondo, che inviano continuamente flussi di dati casuali che vengono archiviati all’Università di Princeton. Abbiamo creato un protocollo per definire quali siano gli eventi chiave in cui aspettarsi che molte persone possano condividere uno stato di coscienza e delle emozioni. Abbiamo previsto cambiamenti significativi nei dati casuali durante grandi tragedie e grandi celebrazioni e da qui abbiamo iniziato a raccogliere una enorme quantità di dati. L’ipotesi generale è che avremmo trovato nella nostra struttura di dati, altrimenti casuali, correlazioni con eventi di grande importanza per l’uomo.
Il GCP compie 14 anni nel 2012 ed ha portato a termine più di 400 esperimenti indipendenti che avvalorano l’ipotesi generale. L’insieme dei dati provenienti da tutti i siti mette in evidenza una deviazione maggiore di Sei Sigma [v. Nota], con un margine d’errore inferiore a 1 probabilità su 100 miliardi.
La spiegazione più plausibile è che noi umani influenziamo in parte la Noosfera di Theilhard, in corrispondenza di grandi emergenze e celebrazioni. La cosa più importante per la parapsicologia dei prossimi 25 anni, è che ora ci sono dati che potranno essere usatidirettamente come modelli, suggerendo quello che eventualmente potrebbe essere il significato. I modelli come questi, che suggeriscono il risultato, servono per gestire meglio la mole di dati. Da qui possiamo partire con una nuova ricerca sulla coscienza.
Esiste davvero un’interconnessione globale fra gli esseri umani anche se non ne siamo consapevoli, ad eccezione di quando ci innamoriamo, oppure di quando «sappiamo» che il nostro amico del cuore ci chiamerà a telefono? I poeti ed i saggi ce lo stanno dicendo da sempre, ma la ricerca scientifica sostiene che è impossibile. Adesso sembra che la nuova scienza stia per aprire di nuovo questo ambito di ricerca. Nei prossimi decenni dovremo sfruttare l’opportunità che si è creata con questi dati eclatanti provenienti dai database 6σ. Contengono delle informazioni non ancora analizzate che porteranno in futuro a nuovi risultati ancora più chiari. Abbiamo bisogno di altre menti brillanti per sviscerare questi dati, analizzarli e lavorare sulle nuove intuizioni che ci faranno cambiare l’attuale visione del mondo.“
[Nota] La denominazione Sei Sigma o 6σ (dal termine statistico di origine anglosassone Six Sigma) indica un programma di controllo della qualità monitorato sulla deviazione standard (indicata con la lettera greca σ = sigma), che ha lo scopo di portare un prodotto o un servizio (in questo caso, un’indagine statistica) ad un determinato livello di qualità, compreso fra un valore minimo di 1σ e un massimo di 6σ. L’obiettivo della metodologia è di raggiungere un tale controllo del processo da avere soltanto 3,4 parti difettose per milione, corrispondente al livello 6σ. In questo caso, gli esperimenti del GCP hanno raggiunto margini d’errore addirittura 30.000 volte inferiori (!) a quelli ritenuti a livello d’eccellenza Sei Sigma.
Mentre gli scettici continueranno a sostenere che la ricerca fra i dati casuali è una perdita di tempo, sarà interessante analizzare i risultati dei dati provenienti dal GCP alla fine del prossimo decennio. Se la tendenza rilevata dal Dr. Nelson e la sua equipe di Princeton continuerà, potremo chiederci se veramente gli eventi del mondo siano poi così casuali…


Hearthaware blog
©2013 Hearthaware blog – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA
Traduzione fonti: Santjago per Hearthaware blog
Credits: whofortedblog.com – noosphere.princeton.edu

2 febbraio 2013

Dagli Ufo ai poteri psichici: i misteri irrisolti della scienza

ROMA - La scienza è potente, ma non può spiegare tutto.
Ci sono fenomeni in natura che possiamo definire veri e propri misteri.
Per quanto gli scienziati abbiano provato a dare una spiegazione ad alcuni fenomeni, non sempre sono riusciti a trovare una risposta empirica.
Ma dopotutto la scienza esiste anche per questo: investigare e riuscire a dare una spiegazione a quello che apparentemnete può sembrare inspiegabile.
Comunque ad oggi, esistono fenomeni ed episodi che non hanno ancora una risposta, e per questo vengono comunemente definiti misteri.
Forse un domani quello che oggi ci sembra inspiegabile verrà risolto.
Per adesso però si possono fare solo ipotesi.

1. UFO
ufo
Hanno ispirato film, telefilm, documentari, e leggende: quello degli UFO rimane uno dei misteri più affascinanti.
Siamo soli in questo Universo?
La risposta sembra ovvia, ma una prova certa dell'esistenza di creature extraterrestri non esiste.
Per la maggior parte delle persone non vi è dubbio che gli UFO (Unidentified Flying Objects - Oggetti Volanti Non Identificati) esistano.
Grazie ad accurate indagini, però, molti dei presunti avvistamenti sono stati spiegati: i dischi volanti spesso possono essere confusi con meteore, aerei, etc..
Esistono però alcuni rapporti di incidenti legati agli UFO che non hanno ancora trovato una risposta.

(Il 5 % degli avvistamenti riferiti dai testimoni non hanno una spiegazione plausibile condivisa ma le forze aeree statunitensi e non solo sanno che alcuni UFO sono velivoli pilotati da esseri intelligenti extraterrestri, lo testimonia il fatto che nei manuali dati da studiare agli aspiranti piloti da caccia viene spiegata la vera origine degli UFO e mette in guardia i piloti dall'avvicinarsi troppo a questi velivoli in quanto circondati da un campo di forza disgregante in grado di disintegrare qualsiasi aereo e il suo pilota - ndr) 

2. TRIANGOLO DELLE BERMUDA
triangolo bermuda
Quando sentiamo parlare di Bermuda sono due le cose che ci vengono immediatamente in mente: i tipici calzoncini estivi, o una forma geometrica.
Quello che viene chiamato come triangolo delle Bermuda è una zona situata nell'Oceano Atlantico delimitata da Florida, Puerto Rico e dalle isole Bermuda da cui prende il nome.
Conosicuto anche come Triangolo maledetto, è entrato nell'immaginario collettivo come uno dei più grandi misteri della natura a causa della "brutta reputazione" a cui è associato il suo nome.
Dal 1800 infatti in quella regione dell'Atlantico si sono perse le tracce di numerosi veicoli, marini e aerei.
Uno dei casi più famosi è quello degli Avenger, 5 aerei militari statunitensi scomparsi nei pressi del triangolo il 5 dicembre 1945.
Decollati dalla base di Fort in Florida per una normale esercitazione, un'ora e mezzo dopo la partenza, i piloti dcomunicarono alla base che non vedevano più la terra.
Il messaggio può semrare normale, se non fosse che dalla distanza e dalle coordinate a cui si trovavano, (e anche per le condizioni favorevoli) avrebbero dovuto facilmente vedere la costa.
Dopo un ultimo enigmatico messaggio del capo squadra degli Avenger alla base "Sembra che siamo..." si perero i contatti con gli aerei, che sparirono nel nulla.
Alcuni studi hanno concluso che gli incidenti avvenuti sono derivati da normali cause fisiche e meccaniche, ma questa spiegazione non ha trovato molti consensi popolari.

3. DÉJÀ VU
deja vu
Déjà vu è una frase francese che significa "già visto", con riferimento a quella sensazione enigmatica e misteriosa, di aver vissuto alcune circostanze già nel passato.
Una persona può entrare in un edificio, per esempio, in un paese straniero che non aveva mai visitato, e  avere la sensazione che quel posto sia stranamente e intimamente familiare.
Qualcuno attribuisce il déjà vu a esperienze psichiche o scorci di vite precedenti. La ricerca scientifica e la psicologia hanno offerto teorie e ipotesi che spiegherebbero più naturalmente il fenomeno, ma in ultima analisi, la causa e la natura del déjà vu rimangono un mistero.

4. ESPERIENZE DI PRE-MORTE
pre morte
Le persone che sono state vicine alla morte hanno talvolta segnalato varie esperienze mistiche (come la luce alla fine del tunnel, riunirsi con i propri cari, un senso di pace, ecc) che possono suggerire un'esistenza dell' al di là. Anche se tali esperienze sono profonde, nessuno è tornato con prove o informazioni verificabili dal cosiddetto "oltre tomba." Gli scettici suggeriscono che le esperienze sono spiegabili come naturali e prevedibili allucinazioni di un cervello traumatizzato, ma non c'è modo di sapere con certezza che cosa provoca l'esperienze pre-morte, o se veramente siano visioni "dall'altra parte".

5. POTERI PSICHICI E ESP

Poteri psichici e percezioni extra-sensoriali (ESP) sono tra i più diffusi fenomeni cosiddetti "paranormali".
Molte persone credono che anche la divinazione sia una forma di potere psichico, un modo di accesso alle conoscenze arcane e speciali del mondo e del futuro. I ricercatori hanno testato le persone che affermano di avere poteri psichici, anche se i risultati sotto condizioni scientifiche controllate sono stati finora negativi o ambigui.
Alcuni hanno sostenuto che i poteri psichici non possono essere testati, o per qualche motivo diminuiscono in presenza di scettici o scienziati. Se questo fosse, la scienza non sarà mai in grado di provare o confutare l'esistenza dei poteri psichici.

6. FANTASMI E SPIRITI
fantasmi

Dal dramma di Shakespeare "Macbeth" al commovente film "Ghost", gli spiriti dei morti hanno da tempo fatto la loro comparsa nella nostra cultura e nel folklore. Molte persone hanno riferito di aver visto apparizioni di cari scomparsi o presenze sconosciute.
Anche se la prova definitiva dell'esistenza dei fantasmi rimane elusiva, testimoni oculari continuano a segnalare di aver visto, fotografato o aver parlato con i fantasmi.
I Ghostbusters, coloro che investigano sull'esistenza dei fantasmi sperano di dimostrare un giorno che i morti possono realmente comunicare con i vivi, fornendo una risposta definitiva al mistero.

7. IL SESTO SENSO
sesto senso

Sia che la chiamiamo sentimento viscerale, 'sesto senso', o qualcosa d'altro, abbiamo tutti sperimentato l'intuizione almeno una volta nella vita.
Naturalmente, sono spesso sbagliate (quante volte durante le turbolenze degli aerei siamo stati sicurissimi che l'aereo stava per cadere?), ma sembrano avere ragione la maggior parte delle volte.
Gli psicologi hanno notato che le persone raccolgono inconsciamente informazioni sul mondo che ci circonda, che ci porta a percepire o a sapere le informazioni senza sapere esattamente come e perché le conosciamo. Ma i casi di intuizione sono difficili da provare o studiare, e la psicologia può essere solo una parte della risposta.

24 gennaio 2013

Russia Orders Obama: Tell World About Aliens, Or We Will

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhemwqIet8urnZrvy8Dnm4CanHO9v4prWHSUVZGAXt7gmFsLNZ0LpKFh58_iuoUMzwz3C0xQD2bBzTjqVo_l3UaGVwPvY_cf6BZRogGCi7rJt7TGFNi8OValpQP4UjdHeBS0hRfgPXj67I/s1600/alieni_medvedev.jpg
A stunning Ministry of Foreign Affairs report on Prime Minister Medvedev’s [photo top left] agenda at the World Economic Forum this week states that Russia will warn President Obama that the “time has come” for the world to know the truth about aliens, and if the United States won’t participate in the announcement, the Kremlin will do so on its own.
The WEF (The Forum) is a Swiss non-profit foundation, based in Cologny, Geneva and describes itself as an independent international organization committed to improving the state of the world by engaging business, political, academic and other leaders of society to shape global, regional and industry agendas.
The Forum is best known for its annual meeting in Davos, a mountain resort in Graubünden, in the eastern Alps region of Switzerland. The meeting brings together some 2,500 top business leaders, international political leaders, selected intellectuals and journalists to discuss the most pressing issues facing the world, including health and the environment.
Medvedev is scheduled to open this years Forum where as many as 50 heads of government, including Germany’s Angela Merkel and Britain’s David Cameron, will attend the five-day meeting that begins on 23 January.
Critical to note about this years Forum is that the WEF, in their 2013 Executive Summary, scheduled for debate and discussion a number of items under their X Factors from Nature category, and which includes the “discovery of alien life” of which they state: “Proof of life elsewhere in the universe could have profound psychological implications for human belief systems.”
Equally critical to note is that Medvedev, after completing a 7 December 2012 on-camera interview with reporters in Moscow, continued to respond to reporters and made some off-air comments without realizing that his microphone was still on. He was then asked by one reporter if “the president is handed secret files on aliens when he receives the briefcase needed to activate Russia’s nuclear arsenal,” Medvedev responded:

Western news sources reporting on Medvedev’s shocking reply about aliens stated that he was “joking” as he mentioned the movie Men In Black, which they wrongly assumed was a reference to the 1997 American sci-fi adventure comedy about two top secret agents battling aliens in the US.
Medvedev, however, wasn’t referring to the American movie but was, instead, talking about the famous Russian movie documentary Men In Black which details many UFO and alien anomalies. [Full MIB length movie in Russian with English subtitles can be viewed HERE.]
The reason(s) for Western propaganda news outlets deliberately distorting Medvedev’s words become apparent after his shocking statement, and as evidenced in just one example of their so called reporting on this disclosure of alien life already being on our planet where the title of one such article was “Russian Prime Minister Dmitri Medvedev makes a crack about aliens, and conspiracists promptly lose their minds.”
If anyone is “losing their minds” about aliens, it must be pointed out, it is certainly not Russia, but the Vatican, which in November 2009 announced it was “preparing for extraterrestrial disclosure.”
Equally, and apparently, “losing their minds” are US government officials themselves, such as former Pentagon consultant Timothy Good, and author of Above Top Secret: The Worldwide U.F.O. Cover-Up, who in February 2012 stated that former President Dwight Eisenhower had three secret meetings with aliens who were 'Nordic' in appearance and wherein a ‘Pact’ was signed to keep their agenda on Earth secret.
With the recent discovery in the Russian city of Vladivostok of a 300-million-year-old UFO tooth-wheel, and scientists, astronauts and YouTube users reporting increasingly strange happenings on the moon, the European Space agency reporting their discovery of a 1,000 ancient river on Mars, and UK and Sri Lanka scientists saying they now have “rock solid proof of alien life” after finding fossilized algae inside meteorite, the only ones who seem to be truly “losing their minds” are the Western, especially American, propagandists who for decades have covered up one of the most important stories in all of human history that “we are not alone.”

To if Medvedev will be able to convince the Obama regime to tell the truth about UFO and aliens at the WEF this week it is not in our knowing.  What is in our knowing, though, is that with or without the US, the Kremlin will surely begin the process of telling the truth about that which we already know to be true.
Source:  http://newsdoors.blogspot.com

30 dicembre 2012

Taiwan: poliziotto fotografa misteriosa creatura sul Lago Jiaming


 Il TUFOS ( Taiwan UFO Society) ha reso pubblica la notizia che  il 27 Dicembre 2012,  una creatura aliena  semi trasparente, è stata immortalata, con un I-Phone 4, da un agente di polizia nei pressi del Lago di Jiaming a 3310 metri di altitudine, nella parte meridionale degli altopiani centrali a Taitung
Foto scattata dal poliziotto che ritrae in lontananza la misteriosa figura
Nelle foto si vede una  creatura aliena piuttosto alta, con un corpo quasi trasparente dalle mani palmate. Almeno cosi apparirebbe visto da lontano nella foto.
Ingrandimento della creatura semi trasparente
  Gli esperti del  TUFOS hanno analizzato attentamente la fotografia rilasciata dalla Polizia e sono giunti a alla conclusione che quella forma strana, non è umana e potrebbe essere un EBE ( Entità Biologica Extraterrestre). 
https://e85nxa.sn2.livefilestore.com/y1mSE-Hw68cUEe9N9Oqi7RPfVo0NWb_R3YvH60YroN8U4ULQuOjeAWw0QvGIZUm487TEEGg44zqtWpTjHYxbOL9Y8IQQAXmSlpV0bXGo7H6eCPEgMA6JgwlAQ/presentazione%20Mortegl%2002A.jpg?psid=1
La creatura di Mortegliano in una ricostruzione
 La  misteriosa figura risulta avere una certa somiglianza con il misterioso alieno alto 4 metri, avvistato nella cittadina di Mortegliano (Udine) la notte fra il 12 e il 13 marzo scorso, visto da numerosi testimoni eche in Italia fece tanto scalpore.
Oliviero Mannucci
Fonte:  http://news.liputan6.com/

21 dicembre 2012

Motionless Electromagnetic Generator


The Motionless Electromagnetic Generator,
Extracting Energy from a Permanent Magnet with Energy-Replenishing from the Active Vacuum

from Thomas E. Bearden, Ph.D. James C. Hayes, Ph.D. James L. Kenny, Ph.D. Kenneth D. Moore, B.S. Stephen L. Patrick, B.S.
"..This one works beautifully and produces COP=5.0..." has said Tom Bearden


All informations in this page are published free and are intended for private/educational purposes and not for commercial applications
The MEG diagrams published in these pages are currently under test by JL Naudin and may be subject to modifications after that they have been published on this site. They are the result of some attempts of a private and fully independant replication by the author. These diagrams are not the original MEG diagrams being tested by the Bearden's teamwork or some accredited labs.
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United States Patent 6,362,718
Patrick ,   et al. March 26, 2002
US Patent 6,362,718 : Motionless Electromagnetic Generator
See the full MEG patent with diagrams ( 15 pages )
Abstract
An electromagnetic generator without moving parts includes a permanent magnet and a magnetic core including first and second magnetic paths. A first input coil and a first output coil extend around portions of the first magnetic path, while a second input coil and a second output coil extend around portions of the second magnetic path. The input coils are alternatively pulsed to provide induced current pulses in the output coils. Driving electrical current through each of the input coils reduces a level of flux from the permanent magnet within the magnet path around which the input coil extends. In an alternative embodiment of an electromagnetic generator, the magnetic core includes annular spaced-apart plates, with posts and permanent magnets extending in an alternating fashion between the plates. An output coil extends around each of these posts. Input coils extending around portions of the plates are pulsed to cause the induction of current within the output coils.
Inventors: Patrick Stephen L; Bearden Thomas E.; Hayes James C.; Moore Kenneth D.; Kenny James L.
Appl. No.: 656313
Filed: September 6, 2000
4 July, 2001 : Message from Tom Bearden ( Circulate Widely )

This review by Myron Evans is fantastic, and it places EM energy from the vacuum very solidly into the literature. It will be published in the forthcoming three volumes of M.W. Evans, ed., Modern Nonlinear Optics, Second Edition, Wiley, 2001.
I have the permission of Myron Evans to post the paper until the publication of the book toward the end of this year.

Cheers,

Tom Bearden

The Link Between the Sachs and O(3) Theories of Electrodynamics by M.W. Evans ( PDF document 409 Kb )
Website address:
http://www.cheniere.org/references/index.html

Foundations of Physics Letters, Vol. 14., No. 1, 2001
EXPLANATION OF THE MOTIONLESS ELECTROMAGNETIC GENERATOR WITH 0(3) ELECTRODYNAMICS

P. K. Anastasovski,  T. E. Bearden,  C. Ciubotariu,  W. T. Coffey,  L. B. Crowell,  G. J. Evans,  M. W. Evans,  R. Flower, A. Labounsky,  B. Lehnert,  M. Mészáros,  P. R. Molnar,  J. K. Moscicki,  S. Roy, and J.P. Vigier.

Institute for Advanced Study, Alpha Foundation - Institute of Physics, 11 Rutafa Street, Building H - Budapest, H-1165, Hungary

The MEG paper : Extracting Energy from a Permanent Magnet with Energy-Replenishing from the Active Vacuum, a PDF document ( 69 pages 1,29 MB), by T.E. Bearden
MEG patent status, manufacturing update.  Literature update. October 30, 2001

Unified Model of Bivacuum, Particles Duality, Electromagnetism, Gravitation & Time. The Superfluous Energy of Asymmetric Bivacuum by Alex Kaivarainen, University of Turku, Vesilinnantie 5, FIN-20014, Turku, Finland

  • Good advices for the MEG builders : The MEG Notes by Jon Flickinger
Interesting papers and documents about the project :
Link to the main Tom Bearden Web site : http://www.cheniere.org/
Interesting patents to explore which have some similarities or interesting characteristics :
METHODS FOR CONTROLLING THE PATH OF MAGNETIC FLUX FROM A PERMANENT MAGNET AND DEVICES INCORPORATING THE SAME http://l2.espacenet.com/dips/viewer?PN=WO0007285&CY=ep&LG=en&DB=EPD
Patent Number: WO0007285 
Publication date: 2000-02-10  
Inventor(s): FLYNN CHARLES J  
Applicant(s):: MAGNETIC REVOLUTIONS LIMITED L (US)  
Abstract : A permanent magnet device (110) includes a permanent magnet (112) having North and South pole faces with a first pole piece (114) positioned adjacent one pole face thereof and a second pole piece (116) positioned adjacent the other pole face thereof so as to create at least two potential magnetic flux paths (130, 132). First control coils (122, 124) are positioned along one flux path (130) and second control coils (126, 128) is positioned along the other flux path (132), each coil being connected to a control circuit (not shown) for controlling the energization thereof. The control coils (122, 124, 126, 128) may be energized in a variety of ways to achieve desirable motive and static devices, including linear reciprocating devices, linear motion devices, rotary motion devices and power conversion.
Link to the Flynn's web site : About the Flynn's Parallel Path Technology
January 20th, 2001 : Interesting papers and patents :

EXTRATERRESTRI SULLA TERRA, ECCO LA VERA STORIA DEL PRIMO RAPIMENTO ALIENO

L’Aquila, 13/09/2012 - Extraterrestri sulla Terra, ecco la vera storia del primo rapimento alieno riconosciuto ufficialmente dallo Stato del New Hampshire negli Usa. Al via le celebrazioni del 51mo anniversario di Betty e Barney Hill, una coppia americana interraziale impegnata nella vita civile. Siamo soli nell’Universo? Qual è la verità sugli Alieni presenti sulla Terra? Sono ostili oppure amici? Qual è la loro agenda ufficiale? Il crono-programma ET prevede l’invasione della Terra e la nostra distruzione? Intervista esclusiva speciale agli eso-scienziati Stanton T. Friedman e Kathleen Marden. Grande evento ufficiale all’Indian Head Resort di Lincoln (NH, Usa) il 14-15-16 Settembre 2012 con la conferenza dei ricercatori Kathleen Marden e Stanton T. Friedman, dal titolo “The Betty and Barney Hill UFO Abduction: Its Significance in 2012”. Gli Hill non chiesero di essere rapiti ma subirono il “delitto spaziale”. E se l’Italia celebra “La notte dei ricercatori” gli Usa ricordano un fatto straordinar, io. Nel libro “Captured!” Stanton T. Friedman e Kathleen Marden propongono un’analisi meticolosa interdisciplinare dell’esperienza vissuta dai coniugi Betty e Barney Hill nella notte tra il 19 e il 20 settembre 1961 nelle White Mountains. “Questa non è fantascienza” – dichiara il fisico nucleare Stanton T. Friedman. Siamo di fronte a uno scenario di invasione aliena mitigata? Nel Luglio 2011 lo Stato del New Hampshire ha eretto una targa ufficiale intitolata “Betty and Barney Hill Incident” presso l’Indian Head Resort sulla famosa Route 3. Per quanto possa sembrare incredibile, lo Stato del New Hampshire crede alla testimonianza degli Hill. La storica targa parla chiaramente del “first widely-reported UFO abduction report in the United States”.
Dal 2009 l’Università del New Hampshire conserva documenti, articoli, registrazioni, filmati e il busto di un extraterrestre chiamato Junior che Betty Hill amava mostrare al pubblico. Kathleen Marden e Stanton Friedman inaugurano il secondo ciclo di conferenze annuali all’Indian Head Resort di Lincoln e il tour nei luoghi visitati dai coniugi Hill quella notte di 51 anni fa. “Non sappiamo da dove vengono – rivela la Marden – né perché sono qui ma immagino quale l’impatto sociale, politico, economico e religioso vi sarebbe sulla Terra se questa verità storica fosse resa pubblica”. Che cosa abbiamo imparato? Mai dire mai. Gli scienziati veri sono sempre più consapevoli che molto di quanto è scientificamente e tecnologicamente impossibile oggi, lo è a causa della nostra ignoranza, non perché viola una legge assoluta di Natura. Ma potrebbe un giorno diventare possibile e normale. Come l’iPhone 5 della Apple Inc. e come l’astronave Prometheus nel nuovo kolossal in 3D del regista Ridley Scott. Il direttore degli Studi sui Rapimenti Alieni del Mutual Ufo Network, Kathleen Marden, è stata nominata “UFOlogist of the Year” al MUFON 2012 International Symposium di Cincinnati in Ohio. Esiste davvero qualcosa di certamente impossibile? Ai curiosi consigliamo la lettura dei bei libri di Stanton T. Friedman e Kathleen Marden, i quali desiderano partecipare a conferenze, simposi e congressi pubblici per illustrare in Italia le loro scoperte e sperano nella partecipazione di molti scienziati; e di Michio Kaku, pubblicato qualche anno fa in Italia da Codice edizioni, la “Fisica dell’impossibile”.

(di Nicola Facciolini)

È la “vera” storia più incredibile di sempre. Quella dei coniugi Hill. Lo Stato del New Hampshire negli Usa commemora, nella suggestiva cornice delle White Mountains, con la seconda coraggiosa conferenza internazionale (all’ombra della prima targa ufficiale di stato a Franconia Notch) il 51mo anniversario del primo rapimento alieno sulla Terra dei coniugi Betty e Barney Hill avvenuto nella notte tra il 19 e il 20 Settembre 1961 a Thornton (NH). Un evento storico riconosciuto dallo Stato del New Hampshire sulla base delle testimonianze e delle prove rese e prodotte dagli Hill, la coppia americana interraziale impegnata nella vita civile al tempo della presidenza di John F. Kennedy. Del quale ricorre il cinquantesimo anniversario del celebre discorso ufficiale che spedì il primo uomo sulla Luna grazie al programma spaziale della Nasa (http://www.nasa.gov/topics/history/features/jfk_rice_speech_50th.html). Grande evento all’Indian Head Resort di Lincoln (NH) il 14, 15 e 16 Settembre 2012 con la conferenza degli eso-scienziati Kathleen Marden e Stanton T. Friedman, dal titolo “The Betty and Barney Hill UFO Abduction: Its Significance in 2012”. È il secondo week-end annuale dedicato alla memoria di un evento straordinario per l’Umanità, sicuramente più importante e famoso dell’incidente di Roswell/Saint Augustine in New Mexico e delle complesse vicende top secret dell’Area 51/S4.

Perché i fatti del New Hampshire sembrano confermati dai tracciati radar di quella notte. Grazie alla ricercatrice americana Kathleen Marden, nipote di Betty, coautrice del libro “Captured! L’esperienza Betty e Barney Hill con gli UFO”(Career Press) e del documentario “In Their Own Words”, e grazie al fisico nucleare Stanton T. Friedman, scienziato americano e canadese impegnato per 14 anni nei progetti più segreti del mondo, i media possono finalmente capire la realtà di un fenomeno sociale, culturale e naturale senza più veli, spiegato in un tour davvero originale. Il rapimento alieno di Betty e Barney Hill nel 1961 galvanizzò il mondo intero suscitando l’interesse del Giornalismo e della Scienza perché quell’evento, unico nel suo genere, fu il primo ad essere liberamente annunciato senza fronzoli, vista l’evidenza delle tracce fisiche rinvenute. Ancora oggi sussistono pochi dubbi in proposito, secondo gli eso-scienziati Friedman e Marden. Non solo. A 51 anni di distanza da quei fatti, l’impressione che gli Alieni sulla Terra si diano tranquillamente ancora molto da fare, arricchendo la loro agenda scientifica con la cattura di alcune persone per fare esperimenti e collezionando campioni di fauna e flora terrestri, sembra ancora più concreta. E il sospetto che i governi democratici liberamente eletti ne siano a conoscenza, all’insaputa dei loro cittadini elettori, appare ancora più fondato. Ma la vera storia di Betty e Barney Hill non è ancora ben conosciuta. Nei suoi 23 anni di ricerche e investigazioni, l’eso-scienziata Kathleen Marden unendo le informazioni in suo possesso raccolte dalla viva voce dei suoi zii e di molti altri “rapiti”, è giunta alla conclusione che alcuni punti combaciano alla perfezione in tutte queste storie. I rapimenti alieni in corso, dei quali la Marden raccoglie le testimonianze, sembrano rivelare le vere intenzioni scientifiche, e non ostili, degli Extraterrestri presenti ancora oggi sulla Terra. Si tratta di alcune razze ET in visita al nostro mondo, accomunate dal medesimo modus operandi sperimentato da Betty e Barney Hill nel 1961.

Abbiamo intervistato in esclusiva Kathleen Marden, direttore degli Studi sui Rapimenti Alieni del Mutual Ufo Network (il Mufon ha nominato Ms. Marden “UFOlogist of the Year” al MUFON 2012 International Symposium di Cincinnati in Ohio) e Stanton T. Friedman, alla vigilia delle commemorazioni ufficiali in New Hampshire. Siamo soli nell’Universo? Qual è la verità sugli Alieni presenti sulla Terra? “Nei miei 23 anni di ricerche e investigazioni – rivela l’eso-scienziata Kathleen Marden – mi sono convinta che non siamo soli nell’Universo. Esistono solide tracce ed evidenze scientifiche (atterraggi, rilevamenti radar, video e foto) che dimostrano la visita di almeno un’avanzata civiltà tecnologica extraterrestre sulla Terra. Testimoni credibili, inclusi piloti civili e militari, ufficiali di alto rango, astronauti e presidenti, hanno tutti riferito di incontri con UFO alieni”. Secondo Stanton Friedman “la Terra continua ad essere visitata da Extraterrestri: testimonianze, studi scientifici e documenti provano oltre ogni ragionevole dubbio questa evidenza fisica”. Quali sono le ragioni del silenzio della Casa Bianca e degli altri governi? “Questa è una faccenda opinabile – dichiara la Marden – ma io penso che l’impatto psicologico sulle popolazioni e sulle istituzioni della Terra sarebbe estremamente serio. Il fattore paura è il tema focale, specialmente perchè noi siamo tecnologicamente inferiori agli ET. Tuttavia, se avessero voluto conquistarci l’avrebbero già fatto, dal momento che siamo indifesi da molto tempo”. Friedman puntualizza che “nessuna nazione o governo desidera che la sua gente liberamente decida di allearsi con gli Alieni sostituendosi alle proprie istituzioni. Chi sta al potere vuole conservare il potere”. I famosi strani affreschi degli “Angeli in volo” nella scena della Crocifissione dell’abbazia di Visoki-Decani in Kosovo (Unione Europea), secondo il vostro parere, che cosa esprimono? Rappresentano forse il Silenzio ufficiale della Scienza e della Chiesa? “Nel nostro libro “Science Was Wrong” – rivelano Stanton T. Friedman e Kathleen Marden – vengono affrontate questioni delicate come queste. Ogni capitolo presenta un esempio chiaro di fallimento della scienza nel cammino verso il progresso, non a causa della Scienza in sé perchè difettosa bensì del risultato ascientifico conseguito perché inficiato da un errore o da una bugia umane. Per le motivazioni più diverse: la protezione dell’ego dello scienziato in mala fede, l’avidità, la ricerca del potere, la politica, le credenze religiose, che spesse volte hanno impedito nella storia dell’Umanità ciò che per la buona Scienza era umanamente subito possibile”.

Questi fallimenti hanno causato a volte milioni di morti. “Il fenomeno Ufo – spiegano Friedman e Marden – entro i canoni del pensiero scientifico occidentale non si presta molto a una comprensione totalmente veritiera. Fino a quando non espanderemo la nostra attuale visione dell’Universo per scoprire e capire realmente le leggi fisiche in atto, non capiremo mai pienamente la tecnologia aliena degli Ufo”. Qual è l’impatto delle invasioni aliene speculate da serie televisive come “Falling Skies” e “Visitors”, e da kolossal cinematografici in 3D come “Prometheus” di Ridley Scott, sulle società e sulle culture del mondo? Qual è l’approccio culturale più autentico, reale e sincero al tema delle attività aliene sulla Terra? “Hollywood – rivela la Marden – ha un debole per gli alieni dipinti come spietati predatori a caccia di terrestri. Spaventa, non solo nel Cinema, la sola idea della possibilità di una reale presenza aliena sulla Terra o nella nostra più immediata periferia interstellare”. E questa paura popolare (domanda) viene intercettata e tradotta dai cineasti (offerta) in pellicole fantascientifiche più o meno horror. “Io preferisco la realtà. Non c’è ragione di pensare – sottolinea la Marden – che una o più razze di ET in visita sulla Terra siano malintenzionate e ostili. Se così fosse, ripeto, saremmo già stati invasi e conquistati. Non esiste una sola prova evidente che dimostri l’intenzionale ostilità dei nostri Visitatori verso qualcuno”. Per Friedman “al massimo ciò che più interessa agli ET è la nostra tecnologia nucleare, l’uso che ne facciamo e ne faremo, dal momento che potremmo anche usarla per i futuri viaggi interstellari e per scopi non sempre pacifici ed amichevoli”. In tal caso saremo nei guai: gli ET sarebbero sulla Terra per scoprire le nostre reali intenzioni “nucleari” ma la Storia passata dei terrestri non depone a nostro favore. Gli scettici e gli ufologi possono realmente collaborare per far conoscere la verità sugli ET? I ricercatori e gli eso-scienziati possono, utilizzando il metodo galileiano, trovare le prove di queste presunte attività aliene sulla Terra? Può una “joint-venture” scientifica investigativa, pubblica e privata, aiutare a scoprire la verità sui Visitatori alieni? “La verità è nell’occhio di chi la possiede – dichiara la Marden – Stanton Friedman e io siamo da sempre scettici nelle nostre investigazioni. I “credenti” e i “debunkers” non lo sono. Il loro “credo emotivo” li porta a pensare che tutti i “report” sugli Ufo e sui rapimenti alieni siano reali, mentre i “debunkers” credono che nessun “report” alieno sia reale. Negli Stati Uniti la ricerca e l’investigazione sugli Ufo non sono assolutamente “politically correct”. Quindi sia il governo sia le corporazioni scientifiche non sono generalmente disponibili a un’analisi obiettiva dell’evidenza Ufo sulla Terra e delle prove sulle “abduction”.

La ricerca sugli Ufo negli Usa è sostenuta primariamente da donazioni private. Ma esiste un’evidenza verificabile che può essere (ed è stata) provata nei laboratori scientifici. Ted Phillips al “Center for Physical Trace Research” ha collezionato più di 4mila campioni di tracce fisiche, la maggior parte delle quali con proprietà anomale”. Gli eventi vissuti da Barney e Betty Hill e i fatti di Roswell/Saint Augustine possono offrire la prova regina che oggi gli Alieni sono qui sulla Terra? Come possono le istituzioni scolastiche Usa ed italiane aiutare a conoscere e studiare meglio questi fenomeni mediante il metodo scientifico? “Il rapimento di Betty e Barney Hill – spiega la Marden – è un caso esemplare e solido. Il Lettore troverà nel mio libro “Captured! The Betty and Barney Hill UFO Experience” le reali motivazioni di questa mia fondamentale asserzione. Il Lettore capirà perché la testimonianza di persone credibili come gli Hill fosse così solida; leggerà il “report” ufficiale del Progetto “Blue Book” e la mia analisi comparativa in sette capitoli sulle dichiarazioni rese da Betty e Barney al Dr. Benjamin Simon, nel 1961 uno dei più importanti psichiatri americani. Quelle analisi dimostrano chiaramente che gli Hill vissero la stessa esperienza del rapimento alieno. Il Lettore si immergerà nella meticolosa analisi scientifica della mappa stellare di Betty disegnata da Marjorie Fish. Stanton Friedman – conferma la Marden – fu coinvolto direttamente nell’investigazione scientifica sugli Hill e sulla mappa frutto delle ricerche di Marjorie, confermandone la validità. Senza contare l’analisi chimica sugli abiti di Betty e su altre evidenze fisiche che non possono essere spiegati in termini prosaici. Quindi siamo in presenza di un caso altamente credibile che ha ampiamente resistito alla prova del tempo”. L’Accademia e la Scienza galileiana ufficiale vogliono conoscere la verità, altrimenti non si spiegano gli investimenti colossali nelle ricerche astronomiche sugli esopianeti extraterrestri e sui mondi alieni: con l’aiuto degli scienziati e dei media più volenterosi sarà possibile fornire la prova regina sugli Alieni e sugli Ufo extraterrestri?

“Certamente – rivela la Marden – in primis essi possono iniziare a leggere i nostri libri e i nostri articoli scientifici. Personalmente sono impegnata in una costante campagna di promozione della corretta informazione scientifica sull’esperienza aliena vissuta da Barney e Betty Hill. C’è stata meno comprensione sui media per questo caso di quanta se ne possa trovare per un buon piatto gastronomico”. Da parte sua Friedman invita chi di dovere a darsi subito da fare, prima che sia troppo tardi, mettendo i fatti sul tavolo e utilizzando lo stesso metodo galileiano per il caso Roswell e quello che lui definisce il “Cosmic Watergate”. Come possono le organizzazioni governative mantenere un Segreto così importante nell’era di Internet, di Facebook, di You Tube, delle videocamere digitali Full HD e del “publish or perish” accademico? “I social media come Facebook e You Tube sono pieni di scherzi – spiega la Marden – oggi i filmati possono essere facilmente rielaborati e camuffati. Il governo non ha nulla da temere. I buontemponi, i fotografi di finte foto aliene, i film-makers di Ufo ed ET artigianali improvvisati, sono diventati oggi, volenti o nolenti, la prima linea di difesa del cover-up governativo. Scienziati come il Dr. Bruce Maccabee hanno analizzato foto credibili, prive di alterazioni e scherzi, come quella scattata nel 1950 (Trent) a McMinnville in Oregon”. Secondo Friedman “i debunkers e i super scettici per partito preso, non hanno alcuna idea di come oggi lavori l’intelligence e la sicurezza di stati e corporation: utilizzando le diffuse tecnologie digitali è possibile fare miracoli nel campo delle credenziali e della conoscenza, ma essi non hanno idea di quanto sia semplice mantenere i segreti”. Quali sono i documenti e gli studi ufficiali sulle probabilità di una prossima invasione aliena della Terra? Qual è lo scenario più credibile? “Non esiste evidenza credibile del fatto che la Terra sia stata o sarà invasa da specie aliene predatorie – rivela Friedman – astrofisici come il Dr. Stephen Hawking hanno speculato circa la possibilità che la Terra venga un giorno più o meno improvvisamente invasa da predatori, come o peggio di noi terrestri, a bordo di enormi navi spaziali dopo aver esaurito tutte le risorse vitali del loro pianeta. Queste ipotesi hanno alimentato la preoccupazione e paura nella gente”. E gli affari d’oro a Hollywood. “Ma non esistono prove che dimostrino queste affermazioni e soprattutto – sottolinea Friedman – non esistono evidenze che preannuncino una futura invasione aliena. È semmai possibile che, con pari probabilità, un’avanzata civiltà tecnologica aliena abbia superato il suo istinto predatorio primordiale (il nostro attuale) rinunciando per sempre alle violenze, alle guerre ed alle devastazioni. In tal caso, gli Alieni verrebbero in pace sulla Terra”. Eppure le persone desiderano sapere se siamo già dominati dagli Alieni: Internet, Facebook e le microcamere digitali nei computer portatili, potrebbero essere la prova della loro volontà di conoscere tutto di noi per dominarci meglio. Che ne pensa?

“Gli Extraterrestri che visitano la Terra – fa notare Friedman – apparentemente adottano una politica di non-interferenza. Gli scienziati ET rapiscono pochi umani e collezionano campioni animali e vegetali, ma sono tutti coinvolti in un’operazione di copertura. Hanno deciso di non rendere pubblica la loro presenza sulla Terra”. Può la semplice spiegazione scientifica sull’esistenza dei molti esomondi alieni là fuori, ancora da osservare ed esplorare direttamente, contribuire all’operazione di cover up sul fenomeno alieno in corso, magari per nascondere la verità sulla reale presenza di molte civiltà spaziali sulla Terra? “Il 12/5/2011 il team scientifico del telescopio spaziale Kepler ha annunciato la scoperta di 2.326 pianeti alieni (http://planetquest.jpl.nasa.gov/). Di questi, 206 sono di dimensioni prossime a quelle della Terra e 48 orbitano nella cosiddetta “zona abitabile” attorno al loro Sole. Avrebbero, cioè, con l’acqua allo stato liquido o gassoso, le condizioni adatte per sostenere la vita, così come noi oggi la conosciamo, sulla loro superficie. La maggior parte degli scienziati crede che non siamo soli nel Cosmo ma ha paura di ammettere apertamente l’evidenza delle visite aliene sulla Terra da secoli. Come le antiche civiltà ET illustrate dal Dr. Barry Downing”. Dunque, la vera storia del nostro pianeta Terra deve essere ancora scritta: il futuro della razza umana è certamente nello spazio esterno grazie alla liberalizzazione delle imprese spaziali pubbliche e private per il volo interstellare (nel programma del candidato presidente repubblicano Mitt Romney?) oggi frenato dagli sciocchi commenti e simposi sulla Teoria della Relatività di Albert Einstein. Non crede che, per spezzare questo muro di gomma e costringere i politici, le corporazioni e i governi alla desecretazione dei documenti ufficiali in loro possesso sugli ET, sia necessaria una grande alleanza tra i liberi media e gli scienziati onesti per la condivisione della verità sul fenomeno alieno in atto sulla Terra? “Certamente, ma – fa notare Friedman – i media sono controllati in modo subdolo dai governi che li finanziano. Non c’è ragione di credere che le corporazioni private possano, vogliano e debbano trarre beneficio dalla rivelazione pubblica della verità sugli ET. Al contrario, l’impatto economico della desecretazione di quei documenti scottanti potrebbe essere devastante. Sarebbe politicamente controproducente. Il parlamentare Dennis Kucinich, fuori dalla campagna presidenziale, fu deriso quando Shirley McClain rivelò che lui aveva osservato un Ufo. Non siamo affatto sicuri, quindi, delle conseguenze positive di una pubblica dichiarazione sugli ET”. Gli Alieni sulla Terra sono amici o nemici?

L’aspetto fisico degli Extraterrestri può fare la differenza nella Storia della Terra tra la pace e la guerra interstellare? “Se sono amici ovvero ostili – rivela Friedman – è il tema dell’anno al MUFON International Symposium (www.mufon.com) come espresso nelle nostre conferenze del 3-5 Agosto 2012 a Covington in Kentucky. Kathleen ha presentato una relazione dal titolo Abduction Experiencer’s Perceptions of the Alien Agenda, basata sulle sue ricerche. Io ne ho presentata una dal titolo Aliens: Love Them or Hate Them?”. I rapimenti ET, secondo alcuni scienziati, sarebbero la prova dell’invasione aliena mitigata della Terra? È la nostra nuova Pearl Harbour? I disastri naturali sulla Terra nascondono forse la traccia di un intervento alieno inter-dimensionale magari con l’uso di anti-materia? “Questi temi sono altamente speculativi – dichiara Friedman – noi preferiamo la realtà. Non c’è ragione di credere che i disastri naturali siano provocati da Visitatori extraterrestri. I rapimenti alieni non sono la prova che siamo stati invasi da specie aliene predatorie. È semmai una chiara indicazione che scienziati ET di altri mondi giungono regolarmente sulla Terra da altri pianeti per studiare la nostra flora e fauna”. Qual è il vostro crono-programma delle celebrazioni 2012 di Barney e Betty Hill in New Hampshire? “Dal 14 al 16 Settembre 2012 – rivela Friedman – io e la Marden teniamo una conferenza sul rapimento alieno di Betty e Barney Hill, fornendo le prove scientifiche del fatto storico e reale vissuto dagli Hill, all’Indian Head Resort di Lincoln in New Hampshire (http://indianheadresort.com/). Kathleen farà da Cicerone in un tour guidato alla scoperta dell’incontro ravvicinato sperimentato dagli Hill attraverso le White Mountains del NH, nei luoghi del rapimento del 1961, dove sua zia e suo zio furono addotti dagli alieni. Nel 2011 lo Stato del New Hampshire ha eretto una storica targa ufficiale per commemorare l’Interrupted Journey degli Hill”. Dieci anni dopo il film “Signs” con Mel Gibson (il suggestivo scenario ideale dei “crop circles” e dell’improvvisa razzia aliena) e, oggi, con lo sbarco del nuovo kolossal “Prometheus” in 3D di Ridley Scott, le persone sono ancora in attesa di conoscere la verità sull’impatto di un’invasione ET devastante: ci sono prove, segni, evidenze, studi governativi ufficiali, di un modus operandi alieno che dalla vicenda degli Hill conduca prima o poi a questa tragica esperienza? “Ne dubitiamo fortemente – spiega la Marden – ma Hollywood fa il suo eccellente lavoro per indurre la gente a crederlo. Gli affari lo dimostrano”. È quello che le persone chiedono dai film di fantascienza nel 2012: il terrore nello e dallo spazio profondo! “Il miglior modo per controllare la popolazione – sottolinea la Marden – è quello di alimentare la paura nella società, sospendendo le nostre capacità di giudizio con gli effetti speciali”. A volte la realtà sembra confondersi con la fantascienza. D’altra parte la sola espressione libera e consapevole di un pensiero critico razionale indipendente (prima, durante e dopo la visione di questi film) sarebbe catastrofica per il potere e il mercato. Nel libro “Captured!” Stanton Friedman e Kathleen Marden propongono un’analisi meticolosa interdisciplinare dell’esperienza vissuta dai coniugi Betty e Barney Hill nella notte tra il 19 e il 20 settembre 1961. La vera storia del primo rapimento alieno documentato sulla Terra. Una vicenda che, secondo gli Autori, è destinata a sconvolgere per sempre la nostra visione dell’Universo in cui, da terrestri, giochiamo un ruolo davvero marginale. Il Principio antropico forte, l’atto di umiltà intellettuale coniato dall’astrofisico Stephen Hawking nel suo libro “Il grande disegno” dove esplora la “Teoria M” dei 10 alla 500esima potenza di universi possibili e immaginabili, sembra confermato con tutti i suoi limiti.

“Captured!” raccoglie per la prima volta in assoluto le testimonianze dirette dei protagonisti, con dettagli mai rivelati prima, grazie al contributo della dott.ssa Kathleen Marden, nipote di Betty Hill. Il dott. Friedman spiega scientificamente le varie sequenze della vicenda ed azzera le argomentazioni di chi vuole negare l’evidenza dei fatti. In questa storia, a quanto pare, il senso del ridicolo ricade su quanti negano la realtà oggettiva del rapimento alieno degli Hill: per quanto sconvolgente e incredibile possa sembrare, la razzia aliena che la coppia subì passivamente non è un caso isolato, unico e irripetibile. Quindi il metodo scientifico galileiano può essere tranquillamente applicato a tutti gli altri incidenti documentati nel mondo. Il coraggio, l’onestà intellettuale, l’integrità morale e psicologica dei coniugi Hill, ha permesso a scienziati come Friedman e Marden di sviscerare il fenomeno fin nei minimi particolari per divulgarlo liberamente al grande pubblico. “Questa non è fantascienza” – fa notare Stanton Friedman. Decine di migliaia di casi simili sono stati registrati, declassificati e rivelati, consentendo l’adozione di specifici protocolli terapeutici per aiutare le vittime a superare l’insolito trauma. Tuttavia, di eroi bisogna parlare: analizzando le prove e i riscontri forniti dai coniugi Hill, non si capisce altrimenti l’incredibile e scioccante livello di dettaglio fornito dalla coppia agli psichiatri. Nessuna allucinazione, secondo Friedman e gli specialisti che analizzarono gli Hill, può documentare l’evidenza dei fatti subiti.

Il doppio rapimento alieno degli Hill è diventato così il caso psichiatrico del XX Secolo negli Usa. Friedman e Marden hanno raccolto le prove prima di giungere alle loro conclusioni. Si deve e si può essere scettici quanto si vuole. Così lavora la scienza. Ma pare ragionevole pensare che tutte le prove raccolte sugli Hill in un processo sarebbero più che sufficienti per travolgere tutte le tesi avverse. Se Friedman e Marden hanno ragione, siamo di fronte a uno scenario di invasione aliena mitigata. Eliminato l’irrilevante dalle tesi più ardite finora prodotte da pseudo-ufologi ed agenti del discredito per spiegare e/o negare il fenomeno ET sulla Terra (compresa certa fantascienza hollywoodiana), ciò che rimane, per quanto possa sembrare impossibile, è altamente probabile. È la parola di uno scienziato, Stanton Friedman, che ha smascherato finti fisici nucleari addetti alla retro-ingegneria aliena, finti ufologi, finti testimoni e veri disinformatori in servizio permanente effettivo in uno spaziotempo che sembra immerso in una Guerra Fredda Temporale. In forza di documenti segreti, storici e processuali alla mano, il fisico nucleare Friedman dimostra di conoscere molto bene i buontemponi dell’ufologia mondiale. Non è stato facile svelare la verità sul rapimento alieno degli Hill. Così ha lavorato per anni di cesello per rimuovere le molte incrostazioni, mistificazioni e depistaggi messi in campo da chi gettava discredito su ricercatori e scienziati umili e onesti. Le giuste credenziali di equilibrio, affidabilità, preparazione e professionalità di Stanton T. Friedman hanno sortito l’effetto sperato. Certamente è davvero sorprendente che gli extraterrestri degli Hill non conoscano la chiusura lampo dell’abito di Betty e la dentiera mobile di Barney. Forse non possono in quanto bypassano il problema e la soluzione. Non tutte le civiltà hanno le stesse esigenze pratiche naturali e culturali. Quella praticata su Betty era davvero un’amniocentesi ante-litteram? Le tracce sui vestiti e sull’auto degli Hill come si spiegano realmente? Stanton Friedman rivoluziona la nostra comune percezione della scena del delitto sul primo rapimento alieno ufficiale: un evento (the Event) diverso da qualsiasi patologia psichiatrica e leggenda agreste che dir si voglia. Per capire ciò che hanno subito gli Hill, senza chiedere o dare l’appuntamento e il permesso agli ET, bisogna capire il contesto storico vissuto dagli Americani negli Stati Uniti continentali durante gli anni ’50 e ’60 del XX Secolo.

In piena guerra fredda i contattisti come George Adamski, sostenevano di conoscere personalmente Esseri intelligenti extraterrestri buoni; raccontavano le loro esperienze vissute a bordo di fantastiche navicelle spaziali, di aver sperimentato conversazioni amichevoli con Esseri incaricati di proteggere il nostro pianeta Terra dal male (di altri esseri?) e dall’uso indiscriminato (bellico) delle armi nucleari. Questi contattisti ambientalisti e pacifisti, per denuclearizzare il nostro mondo, raccontavano storie incredibili che attrassero come miele migliaia di persone e di lettori, con un volume d’affari notevole. Friedman ne ha smascherati a decine in tutto il mondo. Se i contattisti si divertivano con i loro biondi fratelli cosmici, la storia traumatica di Betty e Barney Hill, ma anche quella di altri sventurati che recentemente hanno ispirato registi e produttori cinematografici in pellicole angoscianti in 3D, dimostra l’esatto contrario. La scenografia terrestre nella quale s’innesta il rapimento contestuale degli Hill, non sembra assolutamente tecnologica. Gli Hill non chiesero di essere rapiti ma subirono il delitto spaziale.

Lo raccontarono ai loro familiari, agli amici, agli investigatori dell’Us Air Force, senza romanzare e speculare sui fatti. Anzi, chiesero espressamente che quegli eventi non fossero divulgati durante la loro vita. Fu un articolo pubblicato da un reporter sul Boston Traveler (come rivela la targa ufficiale dello Stato del New Hampshire) ad aprire il caso mediatico. Contro la riluttanza degli Hill ad annunciare al mondo le violenze subite dagli alieni, si scatenarono molti ufologi. La storia andò di traverso agli stessi contattisti che vedevano tramontare per sempre i loro sogni di gloria e di pace interstellare. Le ambasciate ET sulla Terra andavano ridisegnate. I tempi erano davvero cambiati. E con la pubblicazione del libro Missing Time (1981) di Budd Hopkins, la metamorfosi nella percezione di certi extraterrestri fu davvero epocale e radicale. Era nata una nuova forma di contattismo o c’era del vero nell’esperienza di migliaia di persone che confessano ogni anno di essere state rapite da esseri di altri mondi? Se i contattisti se la spassavano con efebici alieni, i rapiti umani furono e sono di ben altro avviso. Alcune persone confessano di aver subito l’atto violento alieno, altre lo condannano, altre ancora sembrano accettare l’evento ossia rifiutano di dimenticarlo o di ricamarci sopra storie campate in aria; altre persone dichiarano di essere state fortunate e considerano un onore l’essere state scelte dagli ET.

Chiaramente si rischia il ridicolo nell’accettare irrazionalmente come vere storie del genere. E, da scettico che si lascia aperte tutte le porte, Friedman non le accetta in mondo acritico. Le spiegazioni scientifiche alternative sono sovrabbondanti. Il libro “Captured!” di Stanton Friedman e Kathleen Marden, a differenza di molte altre opere di rispettabilissimi autori, contiene il germe della verità scientifica che non ha timore di indagare il fenomeno alieno molto più in profondità in una complessa vicenda antropologica e sociologica che è sicuramente avulsa da qualsiasi schema favolistico per bambini. L’Agenzia Spaziale della Terra chiaramente non esiste ancora perché non esiste una Federazione Unita di Nazioni. A chi dovrebbero rivolgersi gli Alieni in visita sulla Terra? Al Segretario delle Nazioni Unite? Friedman non ha mai creduto agli uomini con le orecchie a punta! E, strano a dirsi, la fantascienza finora non ha aiutato la ricerca della verità. Anzi. Ma c’è un limite anche allo scetticismo di chi non vuol vedere per timore di essere smentito dai fatti. La barriera alzata da Friedman contro tale irrazionalità, è poderosa.

La dinamica dei fatti accaduti ai coniugi Hill sembra incontrovertibile. Barney affermò di aver visto (prima del rapimento) dentro la luce delle “persone”. Anche applicando al contrario ciò che era accaduto, la scienza psichiatrica funziona. Barney disse che gli alieni sembravano osservarlo con la stessa curiosità. Barney usò un binocolo e tutti sanno che sfocando l’immagine di una stella o di un pianeta come Venere e Giove, non appaiono persone dentro. Le descrizioni più dettagliate degli eventi subiti durante il duplice rapimento fisico degli Hill, furono ottenute grazie all’ipnosi condotta dal dr. Benjamin Simon. Furono ipotizzate altre spiegazioni logiche. Incubi notturni di Betty vocalizzati durante il sogno, uditi da Barney e tradotti come eventi reali? Prima dell’ipnosi l’evento del rapimento era già stato testimoniato dai coniugi Hill decine di volte nei giorni, nelle settimane e nei mesi successivi. Vi fu la contro-prova. Si tentò con l’ipnosi di indurre loro a credere che si fosse trattato solo di un sogno. Ma gli Hill si rifiutarono di accettare una tale spiegazione. La stessa tecnica fu usata per creare favole di sana pianta, per ascoltare sotto ipnosi ciò che si voleva udire. Niente da fare. Gli Hill, testimoni diretti di tali eventi, come acclarato dal dr. Simon, erano perfettamente credibili e molto difficilmente suggestionabili contrariamente a quanto finora sostenuto dalla vulgata pseudo-scientifica. Certamente le contraddizioni nelle due versioni della storia fornite dagli Hill, non mancano: ad esempio, il leader spaziale alieno pare abbia detto a Betty che probabilmente non avrebbe ricordato molto; a Barney che non avrebbe ricordato nulla. Perché?

Gli spaziali non erano forse a conoscenza delle potenzialità del cervello umano? Un punto a nostro favore, se fosse vero. Se non siamo prevedibili sarà più facile approntare le nostre difese! Poi c’è la vicenda della mappa stellare che identificherebbe chiaramente la base aliena (non necessariamente il loro mondo di origine) nella costellazione australe del Reticolo (the Net, in inglese). Precisamente nel sistema solare doppio ζ1-ζ2 (Zeta1-Zeta2) Reticuli (www.daviddarling.info/encyclopedia/Z/Zeta_Reticuli.html) distante circa 39.2 anni-luce dalla Terra. Raggiungibile secondo il fisico Stanton T. Friedman e la sua interpretazione scientifica e tecnologica delle equazioni della Relatività di Einstein “in 20 mesi al 99.9 per cento della velocità della luce, in appena 6 mesi al 99.99% (a un solo “g” di accelerazione costante) e non in 78 anni” come continuano a scrivere e divulgare sui giornali e nei simposi illustri “scienziati” che animano congressi ridicoli sull’impossibilità del volo interstellare umano. Poi c’è l’analisi chimica, nel libro “Captured!” riportata in gran dettaglio, dell’abito indossato da Betty durante il rapimento, che non può essere facilmente spiegato come un fenomeno normale e ordinario nell’esperienza umana. E c’è l’evidenza fisica delle macchie scintillanti sul bagagliaio dell’automobile degli Hill e della bussola impazzita. Effetti elettromagnetici ordinari, l’effetto di un raggio-trattore o cos’altro?

Il fisico Friedman ce lo spiega. Se anche tutte le altre storie di ET, Ufo, navi, dischi, ruote fiammeggianti e sigari spaziali volanti, fossero false, la vicenda sconvolgente degli Hill dimostra – e Friedman ne è da sempre il più convinto assertore – che di fronte ad eventi così straordinari e raccapriccianti, grazie alla logica che illumina l’osservazione nella ricerca scientifica, servono risorse altrettanto straordinarie (cervelli, danaro, tempo, istituzioni scientifiche, governi) per svelare al mondo intero ciò che è un nostro inalienabile e sacrosanto diritto: la verità dei fatti sugli Alieni. Ossia, secondo Friedman, della realtà fisica degli Extraterrestri sulla Terra. Per la nostra stessa sopravvivenza come razza umana, come mondo, come cultura, come civiltà. L’invito è quanto mai esplicito. Secondo Friedman non possiamo spiegare tutto quello che accade sulla Terra e nell’Universo con la mistificazione, la delegittimazione nel ridicolo e l’irresponsabilità. E con la minaccia di carriere scientifiche, filosofiche e teologiche bruciate sul nascere solo perché si sta cercando di fare luce su un fenomeno del tutto naturale benché “meta-fisico”. Prepariamoci, dunque, a grandi sorprese. Perché gli Hill quella notte di 51 anni fa volevano solo tornare a casa, a Portsmouth, da una vacanza in Canada. Il giorno seguente chiamarono i militari della Pease Air Force Base. Raccontarono la verità in un rapporto ufficiale. Nel 1964, sotto ipnosi, ricordarono di essere stati rapiti ed esaminati da esseri non umani. Realizzarono anche una scultura dell’umanoide in questione.

Betty rilasciò un’intervista all’Associated Press nel 1986, raccontando la sua storia, dalla quale lo scrittore e produttore di Hollywood, Bryce Zabel, sviluppò la serie televisiva “Dark Skies”, pianificando anche un film dedicato all’esperienza degli Hill. Nel luglio 2011 lo Stato del New Hampshire (Usa) ha eretto una targa ufficiale intitolata “Betty and Barney Hill Incident”, proprio nel luogo più vicino a Lincoln, presso l’Indian Head Resort sulla Route 3, facilmente raggiungibile grazie a Google ed Apple Maps, uno degli ultimi posti che la coppia ricordò di aver visto quella notte. Il Resort Indian Head ospita la conferenza internazionale del 14 e 15 Settembre 2012. “Quanti altri Stati americani hanno il coraggio di una tale iniziativa?” – si domanda Stanton Friedman. “Neanche il Nuovo Messico – afferma il fisico nucleare – ha dedicato una targa all’incidente di Roswell”, il presunto UFO crash del luglio 1947 che i militari smentirono clamorosamente dichiarandolo inizialmente un pallone meteo top-secret e solo dal 1994 una sonda del Progetto Morgul. “Ho analizzato con la massima obiettività il caso degli Hill – spiega Stanton T. Friedman – fin dagli Anni Sessanta. Quando li incontrai per la prima volta rimasi letteralmente sconvolto”.

L’Indian Head Resort dedica agli Hill una propria targa in bronzo che è stata inaugurata lo scorso anno. Non manca la sezione dedicata ai “ricordini” alieni, in particolare all’UFO Crossing. Stew Weldon, manager del Resort, non nasconde il grande desiderio di potenziare l’evento a livello internazionale nella speranza di diventare una delle mete preferite degli appassionati. L’Irving Notch Express gas station sulla Route 3 dedica agli Hill non solo un murale con un alieno e un disco volante, ma anche un piccolo museo dove è possibile acquistare gadgets extraterrestri per immortalare la “First Rest Room Museum Dedicated to Alien Abduction”. L’impianto sorge proprio sul sito dove 51 anni fa fioriva un frutteto in cui Barney raccontò di aver visto l’Ufo scendere di quota a meno di 200 metri da lui e da sua moglie. Ma torniamo al libro in questione. La Marden, che all’epoca del rapimento degli Hill aveva 13 anni, ha scritto di recente una guida speciale ai luoghi intorno a Lincoln dove sua zia e suo zio si fermarono quella notte.

Come scienziata sociale laureata all’Università del New Hampshire, non ha dubbi in proposito: le prove raccolte sull’evento sono incontrovertibili (non uno scherzo, “no fake”, “no fantasy”). L’oggetto volante non identificato e la cattura degli Hill, appartengono alla storia ed alla cultura degli Stati Uniti d’America. Chi avrebbe mai creduto a una coppia interrazziale, una bianca e un nero, negli Anni Sessanta? Gli Hill erano stimati nella loro comunità. Perchè mai avrebbero dovuto mentire? Non cercavano pubblicità negativa. Barney era un impiegato postale. Betty si era laureata in scienze sociali nel 1958 alla New Hampshire University e lavorava nei servizi sociali. La coppia era attiva nelle cause per i diritti civili. Come ci ricorda la Marden “entrambi erano membri del NAACP”. John W. King, governatore del New Hampshire, insignì Barney del prestigioso titolo di Consigliere nella U.S. Civil Rights Commission. Gli Hill avrebbero perso tutto, raccontando la loro storia: era questa la loro più grande paura come confessarono. Ma non accadde. Per quale motivo? La loro reputazione non fu mai messa in discussione perché raccontarono la verità. Per quanto possa sembrare incredibile, lo Stato del New Hampshire crede ai coniugi Hill. Betty morì nel 2004 all’età di 85 anni. Barney morì nel 1969 all’età di 46 anni. Nel 2009 l’Università del New Hampshire dedicò dei seminari ai coniugi Hill, visto che l’abito di Betty ed altri oggetti sono inseriti ufficialmente nella speciale collezione dell’Ateneo americano, per espresso desiderio di Betty, conferma David Watters, direttore del UNH’s Center for New England Culture. “Penso che Betty desiderasse che tutto il materiale fosse catalogato con la massima cura e reso disponibile per seri studi scientifici.

Voleva che il vestito fosse conservato affinché la scienza ufficiale potesse determinare la natura esatta delle tracce chimiche lasciate sull’abito. Voleva che la mappa stellare da lei illustrata sotto ipnosi, fosse un giorno analizzata da astrofisici”. Nel 1991 Betty confessò all’Associated Press il suo desiderio di lasciare le apparizioni pubbliche a causa della sua età e manifestò tutto il suo disappunto per il modo in cui il tema degli Ufo era trattato sui media. Betty disse che troppe persone (molte con serie patologie psichiatriche) hanno contribuito a distruggere la verità sugli Extraterrestri con “fantasie e immaginazioni” preconfezionate non solo negli UFO reports. Ma anche al cinema. “Se tu non conosci le risposte su qualcosa, puoi sempre sognarle, vere o false che siano” – sosteneva Betty. E molte verità sugli Ufo sono state nascoste sotto la spessa cortina fumogena di favole non attinenti ai fatti. Quel lunedì di 51 anni fa, gli Hill furono presi a bordo (teletrasportati? Forse non lo scopriremo mai) da un vascello spaziale alieno.
Lo Stato del New Hampshire crede alla testimonianza degli Hill. Non un segmento della società ma uno Stato democratico della più grande federazione democratica del Mondo, gli Stati Uniti d’America. La tranquilla Portsmouth da allora non è più solo la città più importante del Nuovo Mondo. Le creature extraterrestri responsabili della cattura degli Hill, 51 anni fa, mentre atterravano videro ciò che vediamo oggi grazie alle mappe digitali sui nostri i-Pad Apple. La celebre serie televisiva X-Files degli Anni Novanta, con gli agenti speciali dell’FBI, Fox Mulder e Dana Scully, ci ha fatto sognare una verità mai ufficialmente rivelata. Il paranormale ha poi rovinato tutto. I racconti degli astronauti sovietici e americani nello spazio orbitale e sulla Luna, distorti dagli effetti del “mal di spazio”, hanno contribuito a condire la melassa della disinformazione. “Queste storie si sono svolte sul suolo americano – fa notare David Watters – e il New Hampshire offre il suo contributo. Tutto questo è una parte importante della nostra cultura”. La storica targa di Stato parla chiaramente del “first widely-reported UFO abduction report in the United States”. Dal 2009 l’Università del New Hampshire conserva documenti, articoli, registrazioni, filmati e il busto di un extraterrestre chiamato Junior che Betty Hill amava mostrare al pubblico (la foto è nel libro “Captured!”) unitamente al suo vestito apparentemente contaminato da una misteriosa sostanza durante il rapimento alieno.
Anche se le posizioni ufficiali dell’Università esprimono estrema cautela sull’intera vicenda (encomiabile atteggiamento scientifico) il solo fatto di commemorare comunitariamente l’evento degli Hill frantuma in un sol colpo i cristalli della disinformazione globale. Per il 51mo anniversario, parte della collezione degli Hill è stata trasferita al Planetarium dell’Università. Grazie a Kathleen Marden e Stanton Friedman che lo scorso anno inaugurarono non solo la nuova targa commemorativa all’Indian Head Resort di Lincoln ma anche la visita guidata nei luoghi frequentati dagli Hill quella notte di 51 anni fa, mentre tornavano a casa dal Quebec passando per le strade e le foreste delle White Mountain, buie e isolate come oggi. Con l’eccezione del sito dove gli Hill furono rapiti dagli alieni perché, a quanto pare, in pieno sviluppo edilizio. Conferenze, lezioni e dibattiti farciscono le celebrazioni di una storia subito raccontata ai militari dell’Air Force. All’epoca gli ufficiali pensarono che la coppia avesse visto il pianeta Giove! Gli Hill descrissero l’astronave e gli esseri alieni fin nei minimi dettagli. La pubblicazione della loro avventura, apparentemente senza previa autorizzazione degli interessati, da parte del giornale Boston Traveler, consegnò la coppia alla storia. Junior è forse ancora lì? La verità è ancora lontana perché il solo sospetto della falsità della maggior parte delle storie di rapimenti alieni, chiaramente ispirati alla nota vicenda degli Hill, è ancora troppo forte. Il cinema peggiora la situazione di anno in anno con pellicole incredibili. E i racconti di “abductions” dal letto di casa con gli alieni che passano tra le mura domestiche, apparentemente indisturbati e/o autorizzati (Betty non credeva a queste storie!), dimostra chiaramente che il 95 per cento di questi “incidenti” speciali, come conferma la Marden, possono essere spiegati scientificamente senza con questo annullare la realtà fisica di esseri superiori provenienti dallo spazio esterno attirati dal nostro pianeta azzurro come le api dal miele.
“Non sappiamo da dove vengono – rivela la Marden – né perché sono qui ma immagino quale l’impatto sociale, politico, economico e religioso vivrebbe la Terra se questa verità storica fosse resa pubblica”. Chissà che fine farebbe la crisi finanziaria mondiale del debito pubblico e privato! Tutto questo mentre l’Italia celebra l’evento didattico-scientifico “La notte dei ricercatori”, pubblici e privati, che scendono in campo nelle nostre università e nei nostri laboratori per una corretta e comprensibile promozione (speriamo non autoreferenziale per ingrassare il politico di turno!) della cultura e dell’impresa scientifica e tecnologica in Italia (le nostre sole “armi” per far crescere alle stelle il Pil del Belpaese e salvarci dal baratro) in uno sforzo davvero titanico per la nostra Nazione, patria dell’energia e della ricerca sub-nucleari, costretta a (far) vivere l’ennesima caccia alle streghe.
“Stiamo imparando a distinguere tra attualmente impossibile e assolutamente impossibile. Questo – scrive Tommaso Maccarano sulla rivista “Le Stelle”(n°105, Aprile 2012) – ci dovrebbe permettere di evitare affermazioni drastiche che potrebbero poi diventare fonte di imbarazzo”. Come quelle fatte in passato da alcuni famosi scienziati e filosofi del rango di Auguste Comte che nel 1835 si sbilanciò con un’affermazione abbastanza categorica. “Disse che non avremmo mai potuto in alcun modo studiare la composizione chimica delle stelle. Da bravo filosofo positivista era convinto che avremmo potuto capire la natura della materia che componeva le stelle solamente se l’avessimo potuta analizzare in laboratorio. E pensare che le basi per smentire Comte erano già state gettate vent’anni prima dagli studi di Fraunhofer, che aveva ripreso il metodo di Newton di scomporre la luce solare con un prisma e aveva notato le righe di assorbimento nello spettro del Sole, classificandone più di 500!”. Quindici anni dopo l’affermazione incauta di Comte divenne chiaro a tutti che le righe di assorbimento erano dovute alla presenza di alcuni elementi chimici nell’atmosfera del Sole: Idrogeno, Elio, Ossigeno, Sodio e Ferro.
Ed altri più pesanti ancora, dei quali siamo fatti sulla Terra, prodotti dalle supernovae. “Oggi la spettroscopia stellare ci permette di conoscere non solo la composizione chimica delle stelle ma anche la loro età e temperatura, di studiarne la rotazione e, in determinate circostanze, di capire se esse siano caratterizzate dalla presenza di un sistema planetario”. Un altro fisico che si lasciò andare ad affermazioni perentorie sull’impossibilità di taluni accadimenti fu William Thomson, meglio noto come Lord Kelvin. “Nel 1895 Thomson sostenne che macchine volanti più pesanti dell’aria erano impossibili. Otto anni dopo, nel 1903, i fratelli Wright portavano a compimento, con successo, il primo volo controllato e con pilota a bordo di un aeroplano a motore, il Wright Flyer. Successivamente, una volta che gli aeroplani presero piede, altri negarono la possibilità di “volare” al di fuori dell’atmosfera e di intraprendere viaggi nello spazio. Poco più di un secolo prima, il chimico Lavoisier, coinvolto nell’analisi di alcuni campioni di una pioggia di pietre registrata nel 1768 in un paesino francese, aveva escluso con assoluta certezza che le pietre potessero provenire dal cielo, adducendo come incontrovertibile motivo che non vi erano pietre in cielo. L’effetto di questa dichiarata impossibilità fu che per molti anni le piogge meteoritiche vennero semplicemente ignorate, ritardando il loro studio e la comprensione della loro origine extraterrestre. Cosa che avvenne a cavallo dell’Ottocento – non senza difficoltà – grazie alla tenacia e ai lavori di Ernst Chladni e Jean-Baptiste Biot”.
Vi sono anche esempi contemporanei.“Ancor oggi, infatti, può succedere di etichettare come impossibili cose possibili! L’ha fatto, per anni, l’establishment dei chimici nei confronti dei risultati di Dan Shechtman e della sua scoperta, nel 1982, di materiali che mostravano configurazioni ordinate e aperiodiche con simmetrie esotiche: i quasicristalli. Salvo poi rimediare assegnandogli, proprio per questa sua scoperta a lungo contestata, il premio Nobel per la chimica del 2011”. Saggezza dunque vuole che ci si limiti a definire come impossibile solo ciò che viola le cosiddette leggi fondamentali della Natura e ad ammettere come possibile tutto il resto, pur consapevoli che dovremo attendere ulteriori sviluppi tecnologici per vederlo realizzato. E il possibile quantistico dove ci condurrà? “Con lo sviluppo della meccanica quantistica abbiamo avuto modo di rivedere alcune di queste leggi, comprendendo che a livello microscopico sono permessi e osservati fenomeni sconosciuti a livello macroscopico. È come se esistessero due realtà: una quotidiana e “normale”, in cui molte cose rimangono impossibili, e una un po’ strana ed estrema dove i fisici osservano fenomeni bizzarri e anti-intuitivi. Per esempio, una persona che si trovi in una stanza dotata di una parete con due porte può uscirne scegliendo di passare dall’una piuttosto che dall’altra.
Certamente non passando contemporaneamente da entrambe! Una particella, invece, può passare da entrambe, come dimostrano gli esperimenti di interferenza condotti inviando elettroni verso un rivelatore e frapponendo uno schermo con una doppia fenditura”. La fisica quantistica ha permesso la realizzazione e la commercializzazione diffusa di computer portatili che solo alcuni fa appartenevano ancora al regno della fantascienza di Star Trek! “Ciò che sta emergendo come particolarmente interessante è che il fenomeno non è circoscritto alle sole particelle elementari. Il comportamento ondulatorio della materia (che ben spiega i fenomeni d’interferenza) è stato infatti verificato, sempre con l’esperimento della doppia fenditura, anche con molecole complesse come i fullereni (C60 e C70), i fluorofullereni, composti da 60 atomi di carbonio e 48 di fluoro, e anche con oggetti di scala mesoscopica (correnti elettriche in nanocircuiti)”. Qual è dunque il limite dell’applicabilità delle leggi quantistiche che sembrano continuamente ridefinire il concetto di possibile e impossibile? “Forse quello in cui diventa inevitabile la decoerenza che deriva dall’interazione del sistema con il mondo circostante e che distrugge quella sovrapposizione di stati caratteristica dei sistemi quantistici. Non è chiaro tuttavia se esista un limite oltre al quale la decoerenza diventi inevitabile.

In altre parole, non sappiamo se vi sia una legge fondamentale che impedisce categoricamente a un sistema macroscopico di mantenere e mostrare comportamenti quantistici. In questi ultimi anni diversi esperimenti di teletrasporto quantistico sono stati condotti con successo (anche se limitatamente al teletrasporto da un angolo a un altro di un laboratorio) di un singolo fotone (ma anche dello spin nucleare o dello stato quantistico di uno ione intrappolato). Con il tempo sono stati teletrasportati anche atomi, e la distanza è aumentata considerevolmente passando da qualche metro a quella che divide le sponde opposte del Danubio nella regione di Vienna, e poi in due diverse isole delle Canarie. Attualmente il record è detenuto da un esperimento eseguito in Italia con il Matera Laser Ranging Observatory che ha operato con successo tra la Terra e un satellite in orbita bassa. Il teletrasporto quantistico, basato sull’entanglement tra le due entità in considerazione (fotoni o ioni, per esempio) fa sì che, pur essendo distanti tra di loro, esse risentano reciprocamente e istantaneamente di una modifica dello stato quantistico di una delle due. Operando sull’una si ottiene quindi un effetto immediato sull’altra”.

Che cosa è impossibile? “Ecco dunque che diventa prudente, per non rischiare di essere smentiti dalle future generazioni, non considerare più come assolutamente impossibile il teletrasporto, un fenomeno che sembrava limitato alla fantascienza. Gli bastava dire «Beam me up Scotty», e il capitano Kirk si dematerializzava in un luogo per ricomparire sul ponte di comando dell’Enterprise”. Conosciamo leggi veramente fondamentali che non possono, né ora né mai, essere violate? “La mia generazione è cresciuta credendo nel principio di conservazione dell’energia, in quello di indeterminazione di Heisenberg e in quello di esclusione di Pauli. E anche imparando che la velocità della luce rappresenta un limite assoluto che una particella materiale non può mai raggiungere (sarebbe necessaria una quantità infinita di energia) men che meno superare. Il recente caso dei neutrini alla fine ha confermato questo “impossibile”. Ma se fosse verificato che alcune particelle elementari possono superare in velocità la luce, si aprirebbero nuove possibilità, attualmente non considerate”. Esiste davvero qualcosa di certamente impossibile? Ai curiosi consigliamo la lettura dei libri di Stanton T. Friedman e Kathleen Marden, i quali desiderano partecipare a conferenze, simposi e congressi pubblici per illustrare in Italia e in Europa le loro scoperte (www.kathleen-marden.com e www.stantonfriedman.com) sperando nella partecipazione di molti scienziati; e di Michio Kaku, pubblicato qualche anno fa in Italia da Codice edizioni, la “Fisica dell’impossibile”. Che cosa abbiamo imparato? Gli scienziati veri sono sempre più consapevoli che molto di quanto è scientificamente e tecnologicamente impossibile oggi, lo è solo a causa della nostra ignoranza, non perché viola una legge assoluta di Natura. Ma potrebbe un giorno diventare possibile e normale. Come l’iPhone 5 della Apple Inc. e l’astronave Prometheus nel nuovo kolossal in 3D del regista Ridley Scott.

Nicola Facciolini

Fonte: parcodeinebrodi.blogspot.it